La crisi sta uccidendo il tessuto sociale di molti paesi del sud dell'Unione e questa viene imputata sopratutto alla politica di austerità imposta da molti leaders europei. Infatti dopo aver creato l'euro, l'Europa è entrata in crisi mettendo a rischio la sua stessa esistenza e molti politici nazionali hanno dato la colpa alla stessa costituzione dell'Unione. Ma come stanno realmente le cose? Perché mai nessuno ha cercato di vedere l'altra faccia della medaglia e domandarsi perché è avvenuto tutto questo e di chi è la colpa? Prima di fare una personale riflessione dobbiamo chiederci se si deve o no continuare a restare nell'euro. Secondo il mio modesto e personale parere la risposta è si, non soltanto perché non credo ad un ritorno indietro di quanto fatto fino ad oggi è gettare via anni e anni di sacrifici, non perché sono europeista convinto e credo in un Unione federale forte politicamente come gli Stati Uniti d'America, con un saldo governo centrale, un esercito unico ed una banca centrale vera, ma perché il sogno di un vecchio continente unito che sappia affrontare le future sfide mondiali è necessità per la sopravvivenza della stessa nostra civiltà.
domenica 24 novembre 2013
mercoledì 13 novembre 2013
Inviate i soldati per salvare la cittadina deputata Corda dalla vergogna nazionale
Articolo pubblicato su: http://italiadomani.net/inviate-i-soldati-per-salvare-la-cittadina-deputata-corda-dalla-vergogna-nazionale/
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| da www.italiadomani.net |
Il 12 novembre
2003 un camion sfondò la recinzione della sede della missione Msu dei
carabinieri a Nassiriya, aprendo un varco a un'autobomba. L'attentato uccise 12
militari dell'Arma, cinque dell'Esercito, due civili italiani e 7 iracheni. Le
istituzioni militari e civili come giusto che sia, in questi giorni hanno
commemorato il sacrificio delle persone uccise, ma a distanza di 10 anni purtroppo
il nostro Paese si vede protagonista anche di rigurgiti che mai pensavamo
potessero riemergere contro i nostri soldati. E quando la deputata del Movimento 5 Stelle Emanuela Corda, nel
corso della seduta alla Camera per commemorare la strage di Nassiriya, dichiara
che:«Nessuno ricorda il giovane marocchino che si
suicidò per portare a compimento quella strage. Quando si parla di lui, se ne
parla solo come di un
lunedì 11 novembre 2013
11 Novembre San Martino: cornuti e mazziati
Il giorno 11
novembre di ogni anno ricade la festa di San Martino che nel gergo popolare è
conosciuta anche come “festa dei cornuti”. Nell'antichità le corna erano un simbolo regale,
adornavano la fronte degli dei, simboleggiavano potenza e luce nella tradizione
giudeo-cristiana e fecondità e felicità nella tradizione greco-romana. Ma le
corna richiamavano alla mente anche il pericolo delle bestie selvagge e la
fertilità del toro che incorna.
Ma l’11
novembre è facile imbattersi nei Borghi nel Bel Paese in feste e convivi, e l’usanza
italica vuole che in questo giorno si assaggi per la prima volta il vino
novello, frizzante ed ingannatore, mangiando castagne e carne alla brace. Ma realmente
chi era San Martino e perché divenuto
patrono dei cornuti?
giovedì 24 ottobre 2013
La Rivolta Ungherese del 1956 segnò anche la fine delle illusioni della sinistra mondiale
Il
23 ottobre del 1956 ebbe inizio la rivolta Ungherese contro l’invasione dell’armata
rossa, terminata il giorno 11 novembre dello stesso anno con una dura
repressione da parte delle truppe sovietiche. Nella sollevazione armata
anti-sovietica morirono 2652 Ungheresi, 720 soldati russi e 250.000 Ungheresi
scapparono dalla futura dittatura in occidente.
La
rivolta ebbe inizio con una manifestazione pacifica organizzata da migliaia di
studenti a cui si aggiunsero altri manifestanti, trasformandosi in rivolta
contro la dittatura di Ròkosi e la presenza sovietica nel paese.
Molte
furono le critiche a questo intervento, ma molti furono invece i sostegni da
parte dell’organizzazioni partitiche comuniste dell’epoca.
venerdì 18 ottobre 2013
La morte di Priebke riapre le ferite della guerra civile Italiana
Il 16 ottobre del 1943 Roma conosce purtroppo la prima deportazione e
fatalità il 13 ottobre del 2013, a quasi 70 anni da quel tragico evento e a
cento anni di età, muore nella casa romana dove era agli arresti domiciliari, il
boia delle fosse Ardeatine, Erich Priebke.
Capitano delle SS, fu
esecutore dell'uccisione di 335 civili il 24 marzo 1944 presso le Fosse
Ardeatine, su ordine del generale Herbert Kappler, quale rappresaglia per
l'attentato dei Gruppi di azione patriottica in via Rasella, avvenuto il giorno
prima, in cui erano rimasti uccisi 33 militari altoatesini del
SSPolizei-Regiment “Bozen”.
mercoledì 9 ottobre 2013
9 ottobre 1963, Strage del Vajont: non inevitabile fatalità ma colpa umana
Il 9 ottobre non è solo la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei
disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell’uomo”, ma
anche la ricorrenza della strage del Vajont.
Infatti il 9 ottobre del 1963, alle ore 22.39, circa
260 milioni di m³ di roccia scivolarono nel bacino artificiale sottostante
creato dalla diga del Vajont, provocando un'onda di piena di 200 m in altezza, conseguente tracimazione dell’acqua con il superamento della diga, e provocando una tremenda inondazione con distruzione degli abitati del fondovalle,
causando 1917 vittime.
Nel febbraio 2008, durante l'Anno internazionale del
pianeta Terra, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite citò il disastro del
Vajont come un caso esemplare di "disastro evitabile" causato dal
«fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che
stavano cercando di affrontare».
giovedì 3 ottobre 2013
Lampedusa: la gente muore in mare e l’Europa fa Ponzio Pilato!
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| foto www.frontierenews.it |
Il naufragio a Lampedusa
arriva dopo la condanna da parte di Strasburgo sulle politiche immigratorie
dell’Italia, giudicate "sbagliate o controproducenti". Eppure nessuno
rivolge la domanda contraria, ovvero: cosa ha fatto la Comunità Europea in materia
di politica immigratoria e di risoluzione a questa crisi umana?
Infatti condanna, sentenzia e non emana direttive specifiche affinché
possa aiutare lo Stato Italiano ad impedire ulteriori drammi umani. Però obbliga
tutti noi cittadini a pagare più tasse, a modificare il nostro stile di vita, a
ricordare a tutti la nostra nullità ed è brava ad entrare a “gamba tesa” sul
nostro sistema economico-sociale. Non risparmia mai i buoni consigli e sentenzia
affermando che “a causa di sistemi di intercettazione e di dissuasione inadeguati”,
l’Italia si è di fatto trasformata in una “calamita per l’immigrazione”, mirando la fiducia nell'ordine legale europeo.
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