venerdì 18 ottobre 2013

La morte di Priebke riapre le ferite della guerra civile Italiana

Il 16 ottobre del 1943 Roma conosce purtroppo la prima deportazione e fatalità il 13 ottobre del 2013, a quasi 70 anni da quel tragico evento e a cento anni di età, muore nella casa romana dove era agli arresti domiciliari, il boia delle fosse Ardeatine, Erich Priebke.
Capitano delle SS, fu esecutore dell'uccisione di 335 civili il 24 marzo 1944 presso le Fosse Ardeatine, su ordine del generale Herbert Kappler, quale rappresaglia per l'attentato dei Gruppi di azione patriottica in via Rasella, avvenuto il giorno prima, in cui erano rimasti uccisi 33 militari altoatesini del SSPolizei-Regiment “Bozen”. 

mercoledì 9 ottobre 2013

9 ottobre 1963, Strage del Vajont: non inevitabile fatalità ma colpa umana

Il 9 ottobre non è solo la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell’uomo”, ma anche la ricorrenza della strage del Vajont.
Infatti il 9 ottobre del 1963, alle ore 22.39, circa 260 milioni di m³ di roccia scivolarono nel bacino artificiale sottostante creato dalla diga del Vajont, provocando un'onda di piena di 200 m in altezza, conseguente tracimazione dell’acqua con il superamento della diga, e provocando una tremenda inondazione con distruzione degli abitati del fondovalle, causando 1917 vittime.
Nel febbraio 2008, durante l'Anno internazionale del pianeta Terra, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite citò il disastro del Vajont come un caso esemplare di "disastro evitabile" causato dal «fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che stavano cercando di affrontare».

giovedì 3 ottobre 2013

Lampedusa: la gente muore in mare e l’Europa fa Ponzio Pilato!

foto www.frontierenews.it
Il naufragio a Lampedusa arriva dopo la condanna da parte di Strasburgo sulle politiche immigratorie dell’Italia, giudicate "sbagliate o controproducenti". Eppure nessuno rivolge la domanda contraria, ovvero: cosa ha fatto la Comunità Europea in materia di politica immigratoria e di risoluzione a questa crisi umana? 
Infatti condanna, sentenzia e non emana direttive specifiche affinché possa aiutare lo Stato Italiano ad impedire ulteriori drammi umani. Però obbliga tutti noi cittadini a pagare più tasse, a modificare il nostro stile di vita, a ricordare a tutti la nostra nullità ed è brava ad entrare a “gamba tesa” sul nostro sistema economico-sociale. Non risparmia mai i buoni consigli e sentenzia affermando che a causa di sistemi di intercettazione e di dissuasione inadeguati”, l’Italia si è di fatto trasformata in unacalamita per l’immigrazione”, mirando la fiducia nell'ordine legale europeo.

lunedì 30 settembre 2013

Ahi serva Italia..………… non donna di province, ma bordello!

Quando Dante scrisse nel VI canto del Purgatorio della “serva Italia”, aveva nella mente il passato glorioso del Bel Paese, ma davanti agli occhi la penosa situazione di quel periodo. Da allora son passati circa 800 anni e se allora Dante vedeva l’Italia come terra di tiranni, di dolore, immoralità, simile ad una nave senza capitano nel mare in tempesta, ad oggi nulla sembra esser cambiato e questo comune denominatore che ha accompagnato la nostra storia negli ultimi secoli, non ci ha mai abbandonato. 
L’immagine di un popolo di santi, poeti, navigatori o meglio di eroi, di colonizzatori, di artisti è un immagine sbiadita e il glorioso passato pre-Dante sembra aver chiesto dazio, regalando poi allo stivale secoli bui e anonimi. Ieri come ora, sempre in balia di altrui decisioni che si prendevano in un caffè sul Tamigi o in un barcone sulla Senna e non più protagonista della vita politica e sociale del vecchio continente. 
Ma mai come ad oggi l’immagine regalataci da Dante è attuale, dove i protagonisti di oggi sono una generazione politica e una classe dirigenziale figlia del fallimento sia del ’68 che della globalizzazione, che non sa reagire ai cambiamenti del mondo e non essere più Signora esemplare di intere nazioni, ma donna “.......di bordello”!!

martedì 10 settembre 2013

Via Francigena, La Storta e Piazza della Visione, tra passato e presente.

Piazza della Visione - La Storta
Percorrendo la via Cassia in direzione Viterbo, al 16° Km giungiamo in località La Storta. Qui troviamo una piccola piazza, una chiesetta circondata da palazzi nati durante lo sviluppo urbanistico a macchia d’olio degli anni ‘60 caratteristica della periferia romana e la cattedrale della Diocesi di Porto e Santa Rufina costruita negli anni ’50.

Ma questa piazza rappresenta qualcosa di più, e non per essere stata un’antica stazione di posta utilizzata per il cambio dei cavalli, ma per la famosa visione di Sant’Ignazio di Loyola, da cui ne prende il nome: piazza della Visone.

martedì 3 settembre 2013

Una mattina diversa sul treno

Interno treno La Storta-Vale Aurelia
Una mattina come le altre, il solito ritardo per arrivare alla stazione ferroviaria di La Storta, ma questa volta un po' più consistente complice anche il mancato arrivo del bus per il solito problema tecnico, e perdo il treno delle 7.57. Nessun problema prendo il prossimo, ma nell'aria percepisco qualcosa di diverso. Finalmente arriva il convoglio, entro come al solito al primo vagone ed improvvisamente un vuoto. Mi guardo intorno e noto tutto completamente cambiato. 
Seduto in fondo oggi non trovo la giovane coppia abbracciata, la professionista che come al solito lavora al suo Ipad, la ritardataria cronica che si trucca in treno e non trovo neanche l'incallito tifoso che legge il giornale sportivo (dove ogni tanto do una sbirciata furtiva).
Mi sento improvvisamente uno straniero in terra straniera e le solite facce che mi fanno compagnia ogni mattina non ci sono e quella famigliarità che ti fanno sentire umano il viaggio mattutino scompare. Finalmente arrivo a destinazione, scendo, accenno un piccolo sorriso e penso: però ogni tanto uscire dagli schemi quotidiani non è male!

martedì 20 agosto 2013

Agosto: mese di riflessione

Agosto molti lo vedono come il mese delle ferie e del riposo, per altri diventa un momento di riflessione, un vero spartiacque del periodo annuale, in cui si traggono le conclusioni di quanto avvenuto nell'arco dei primi mesi dell’anno e cominciare a gettare le basi per l’autunno che verrà.
Infatti agosto ci manda al mare, in montagna e ci allontana dalla vita quotidiana, consentendoci di ricaricare le energie per ripartire a Settembre.
Questo tipo di approccio ha radici antiche ed è legata con il mondo della tradizione agricola. Infatti l’imperatore Ottavio Augusto nel 18 a.C. aveva introdotto la festività “feriae Augusti”, che coincideva con i “Consualia” in cui si celebrava il dio dell’agricoltura e il termine dei lavori agricoli. 
Ma senza scomodare i nostri avi, agosto per molti diventa la fine di un anno e rispetto a quello del 31 dicembre, qui si tende a cambiare i propri intenti, ma anche pianificare e puntellare i progetti in essere. Diventa un momento in cui confrontarsi con il proprio io e capire se quanto fatto fino ad ora è stato giusto o sbagliato, cosa è mancato o andato bene.

domenica 4 agosto 2013

La condanna di Silvio e il nuovo rinascimento politico!

La recente conferma della condanna di Berlusconi può essere vista, dalla parte del popolo dei moderati che non guardano a sinistra, come una vera manna dal cielo. Infatti da tempo si poneva il problema di una rifondazione del centro destra italiano, che possa essere veramente moderato, europeo e con gente nuova. Per questo una buona parte del paese chiede di fermare le classiche sceneggiate italiane; di poter sedere a Bruxelles da protagonisti e non da comprimari; chiede di poter cambiare il concetto di Europa, visto fino ad oggi solo con gli occhi di banchieri spregiudicati e non dagli occhi di tanti che credono in una unione fondata sulla crescita sociale comune; chiede semplicemente di tornare  a parlare di politica con P maiuscola.